Obiettivi formativi:
In questo modulo imparerai come sviluppare nuove narrazioni sulla migrazione attraverso informazioni corrette e una comunicazione pluralistica e accurata. Si comincia apprendendo i principi dei codici di condotta giornalistici ed esplorando raccomandazioni pratiche ed esperienze collaborative che amplificano le voci provenienti da diversi contesti nella produzione di notizie.
- Principi etici e codici di condotta: come comunicare in modo accurato e corretto.
- La Carta di Marsiglia: 11 principi da seguire.
- Dalle "narrazioni alternative" alle "nuove narrazioni": come generare nuove forme di comunicazione.
- Il ruolo delle reti tra giornalisti, nuovi media e piattaforme digitali di giornalismo partecipativo. Esempi.
- Come promuovere pratiche per un'informazione ampia e inclusiva, con il protagonismo delle persone vittime di razzismo e delle persone con background migratorio (Raccomandazioni).
- Quiz
Introduzione: principi etici, carte deontologiche e codici di condotta su migrazioni e discriminazione
In Europa esistono numerose carte deontologiche, codici di condotta e linee guida che aiutano giornalisti e comunicatori a trattare il tema delle migrazioni in modo accurato, responsabile e rispettoso della dignità delle persone. In Italia troviamo la Carta di Roma, in Grecia la Carta di Idomeni, in Spagna il Código Deontológico della FAPE, a Malta il Code of Journalistic Ethics dell Istitut tal-Ġurnalisti Maltin. A questi strumenti si aggiungono le linee guida prodotte da organismi internazionali come ONU, UNHCR, Unesco, OIM, Consiglio d'Europa, Unione Europea, oltre ai materiali elaborati da collettivi di giornalisti e osservatori dei media che da anni lavorano per migliorare la qualità dell'informazione sulle migrazioni.
Pur nella loro diversità, questi documenti condividono alcuni elementi fondamentali:
- il richiamo ai principi base della professione giornalistica
- la centralità della verifica delle fonti e dell'accuratezza della comunicazione
- il rispetto dei diritti e della dignità delle persone
- l'impegno a raccontare la verità sostanziale dei fatti senza ricorrere a stereotipi, semplificazioni o narrazioni stigmatizzanti.
Sono strumenti di lavoro, non pesi da portare. Ti invitiamo a vederli come risorse pratiche da usare e "consumare" quotidianamente, che aiutano a costruire un'informazione rigorosa, umana e utile al pubblico.
Come ha scritto Giovanni Maria Bellu, giornalista e scrittore, già Presidente della Carta di Roma "La Carta di Roma non è un "correttore automatico che sostituisce la parola "clandestino" con la parola "persona migrante" in un articolo. È, piuttosto, la tastiera con cui scriverlo, quell'articolo"
La nostra ricerca, condotta nell'ambito del progetto Mild, ha dimostrato che nelle redazioni giornalistiche sono quasi del tutto assenti le persone razzializzate e con background migratorio. Questa assenza contribuisce a creare pregiudizi che influenzano la qualità dell'informazione e spesso porta a narrazioni stereotipate, fuorvianti o inaccurate. Come giornalisti e comunicatori è fondamentale fornire ai lettori, agli spettatori e agli ascoltatori informazioni accurate e responsabili. Come?
- utilizzando la terminologia corretta quando si riportano i fatti
- proteggendo le vostre fonti e la dignità e la privacy delle persone al centro del vostro lavoro
- evitando la diffusione di informazioni incomplete o distorte
- verificando i dati e le fonti delle notizie
- utilizzando titoli accurati e non sensazionalistici
- sviluppando il pensiero critico e la consapevolezza dell'impatto che il nostro/vostro lavoro può avere
In questo contesto vogliamo farvi conoscere la Carta di Marsiglia, redatta lo scorso anno da una rete europea di giornalisti, associazioni, ricercatori e scuole di giornalismo.
La Carta di Marsiglia
La Carta di Marsiglia sull'Informazione e le Migrazioni è una guida professionale che fornisce un insieme di principi per migliorare la qualità del racconto giornalistico sulle migrazioni. È nata nel 2025 grazie al lavoro congiunto di una rete europea di giornalisti, associazioni, ricercatori e scuole di giornalismo che da anni operano sul tema della migrazione e della qualità dell'informazione. La Carta non impone regole vincolanti, ma offre un riferimento condiviso per un'informazione accurata, contestualizzata e rispettosa della dignità delle persone, aiutando le redazioni a evitare stereotipi, semplificazioni e narrazioni stigmatizzanti.
La Carta rappresenta un riferimento concreto per chi desidera comunicare in modo accurato, contestualizzato e rispettoso. Nei prossimi contenuti analizzeremo ciascuno dei suoi 11 principi, accompagnandoli con esempi specifici tratti da stampa, televisione e social media.
PDF La Carta di Marsiglia
Da narrazioni alternative a nuove narrazioni
Narrazioni, contronarrazioni e nuove narrazioni
Con "narrazione" mediatica si intende il modo in cui un fenomeno è comunicato attraverso storie, parole, immagini e frame. Nel nostro contesto, una narrazione mediatica prevalente tratta le migrazioni non come un fenomeno strutturale, ma come un fenomeno congiunturale, come testimoniano i termini maggiormente utilizzati per descriverlo: "crisi migratoria", "crisi dei rifugiati", "emergenza migratoria", "emergenza dei rifugiati", "grande ondata di migranti".
Contro-narrazione è una forma di comunicazione che si oppone alle narrazioni dominanti, introducendo prospettive alternative e spesso marginalizzate. Nel caso delle migrazioni, le contro-narrazioni evidenziano le esperienze e le voci delle persone migranti e razzializzate, criticano stereotipi e bias, e rivelano contesti e dinamiche spesso ai margini dei discorsi prevalenti. "Le contro-narrazioni sfidano i discorsi egemonici offrendo racconti che rivelano i presupposti di potere e i processi di esclusione insiti nelle storie dominanti"; cfr. Bamberg, M. & Andrews, M. (2004), Considering Counter-Narratives: Narrating, Resisting, and Making Sense.
Attualmente studiosi e professionisti della comunicazione, preferiscono ricorrere al concetto di nuova narrazione o narrazione generativa, partendo dall'assunto che per cambiare il modo in cui le persone pensano un fenomeno è fondamentale cambiare le cornici attraverso cui definiscono il mondo (Lakoff, 2014). "Decostruire la narrazione dominante del mondo attraverso il riconoscimento della realtà plurale, svelare le intersezioni tra cultura, razza e potere (Hall 2015), per contrastare il razzismo in tutte le sue forme, per curare le ferite che questo infligge sui corpi e sulle anime delle persone discriminate ed escluse", cfr. P. Musarò e P. Parmiggiani (2022), Ospitalità mediatica. Le migrazioni nel discorso pubblico, https://series.francoangeli.it/index.php/oa/catalog/view/791/633/4660.
Da narrazioni alternative a nuove narrazioni
Raccontare i fatti, tendere alla verità, informare con cura, accuratezza, completezza e indipendenza sono i principi fondamentali etici e professionali su cui si basa ogni buona informazione. Allo stesso tempo, chi informa e comunica deve essere consapevole dell'impatto che il proprio racconto può avere sulle persone che lo leggeranno, ascolteranno o vedranno. Le parole, le immagini, i titoli e le scelte narrative non sono mai neutre: contribuiscono a formare percezioni, emozioni e opinioni. Per questo, oltre a verificare cosa si racconta, è essenziale interrogarsi anche su come lo si racconta.
La narrazione pubblica sulla migrazione è spesso dominata da frame emotivi che attivano paura, minaccia, caos o contrapposizione. Queste cornici si intrecciano con bias cognitivi, pregiudizi e preconcetti, che influenzano sia chi comunica sia chi riceve l'informazione, orientando la comprensione dei fatti prima ancora che vengano analizzati razionalmente. Limitarsi a proporre una narrazione alternativa – basata su dati, fact-checking o richiami ai diritti – non basta più: questi strumenti, pur fondamentali, non riescono da soli a scalfire pregiudizi radicati nell'opinione pubblica.
Il reframing approach, sviluppato e promosso da organizzazioni come The Opportunity Agenda, The Center for Cultural Power, Pop Culture Collaborative e altri partner del network internazionale Narrative Change Network, nasce proprio per rispondere a questa sfida. L'approccio invita a superare la logica della "contro‑narrazione" e a costruire invece una narrazione nuova, che, pur riconoscendo le preoccupazioni legittime del pubblico, punta su un racconto orientato alle soluzioni. L'obiettivo non è negare i problemi, ma creare le condizioni emotive e cognitive per affrontarli in modo costruttivo, restituendo complessità e umanità al tema della migrazione, e contribuendo a contrastare bias e pregiudizi che spesso distorcono la comprensione del fenomeno.
Le espressioni "nuova narrazione" o "narrazione generativa" sono preferibili a "narrazione alternativa" perché implicano una produzione nuova, creativa e dinamica, piuttosto che posizionarla semplicemente come "alternativa", ovvero diversa, ma comunque inquadrata in relazione a un punto di vista riconosciuto come dominante.
Attualmente, studiosi e professionisti della comunicazione preferiscono sempre più il concetto di nuova narrativa o narrativa generativa, basato sul presupposto che per cambiare il modo in cui le persone pensano a un fenomeno, è essenziale cambiare i frame attraverso i quali definiscono il mondo (Lakoff, 2014). Ciò comporta "decostruire la narrativa dominante del mondo riconoscendo realtà plurali, scoprendo le intersezioni tra cultura, razza e potere (Hall, 2015), al fine di contrastare il razzismo in tutte le sue forme e di guarire le ferite che infligge ai corpi e alle anime delle persone discriminate ed escluse".
PDF Nuove narrazioni
Esempi di cooperazione, network e piattaforme di giornalisti
Negli ultimi anni, il modo di raccontare le migrazioni è cambiato profondamente. Non è più solo appannaggio delle redazioni tradizionali, ma di un complesso ecosistema informativo in cui coesistono giornalisti professionisti, reti transnazionali di reportage, piattaforme digitali, creatori di contenuti e forme di giornalismo partecipativo. Questo contesto offre grandi opportunità di collaborazione con colleghi e reti locali, europee e internazionali, consentendoci di ampliare le nostre conoscenze, verificare le informazioni e orientarci in modo critico nella vasta quantità di contenuti che riceviamo.
Esempi di piattaforme, siti e network di collaborazione tra giornalisti e/o redazioni:
In Italia
Informazione di qualità su migrazioni e rifugiati, per colmare le carenze dell'opinione pubblica e dei media.
Progetto di comunicazione e informazione sulle leggi in materia di immigrazione e sui diritti di cittadinanza, nato nel 1996.
Rivista indipendente di giornalismo investigativo. Fondata dall'Investigative Reporting Project Italy (IRPI).
Un servizio di informazione creato per fornire una fonte affidabile di notizie verificate per e su persone migranti e rifugiate.
Una società di comunicazione che crea contenuti con un approccio privo di bias.
In Spagna
Una fondazione riconosciuta a livello nazionale nel giornalismo investigativo e d'impatto, con un forte impegno nei confronti delle questioni migratorie.
La voce dei fact-checker europei che sostengono e promuovono i più elevati standard di verifica dei fatti e di alfabetizzazione mediatica nel loro impegno nel combattere la disinformazione a beneficio del pubblico.
MigraVoice promuove la partecipazione attiva delle persone con un background migratorio nella creazione di contenuti mediatici di alta qualità per il pubblico europeo, sia nei formati tradizionali che nei social media.
In Grecia
L'Unione dei giornalisti della Macedonia e della Tracia (ESIEM-TH), in collaborazione con la Federazione panellenica dei sindacati dei giornalisti (POESY), ha adottato il Codice etico antirazzista dei giornalisti greci, noto come "Carta di Idomeni", ispirandosi al Codice di etica professionale e responsabilità sociale, alla Carta di Roma e ai codici etici dei giornalisti europei. È stato annunciato ufficialmente nel giugno 2017.
Organizzazione giornalistica indipendente e senza scopo di lucro con sede in Grecia, specializzata in giornalismo d'inchiesta di interesse pubblico, con particolare attenzione alla accountability e ai diritti umani.
Una rete senza scopo di lucro di giornalisti in Grecia incentrata sul giornalismo investigativo indipendente e sulla collaborazione transfrontaliera.
Una piattaforma mediatica greca indipendente che produce giornalismo investigativo e analisi politica, finanziata dal sostegno dei lettori e che opera senza influenze politiche o commerciali.
A Malta
Si tratta di un progetto pluriennale gestito dalle principali piattaforme mediatiche che affrontano tutte le forme di disinformazione a Malta e in altre regioni dell'UE. Nel 2024 hanno pubblicato un rapporto sulla disinformazione relativa alla popolazione e alla migrazione a Malta.
È un esempio di successo di un'organizzazione giornalistica comunitaria creata e dedicata alle persone provenienti dalla Turchia che vivono a Malta. Si tratta di una piattaforma comunitaria fondamentale per informare, mettere in contatto e responsabilizzare.
Questo podcast è il risultato della collaborazione tra l'African Media Association Malta, l'ong per i diritti umani Aditus e Radio RTK Malta. Il podcast ospita persone che operano nel settore o sono legate alla migrazione.
L'Associazione dei giornalisti maltesi è affiliata alla IFJ International Press Card e pertanto aderisce alla Carta etica globale dei giornalisti basata sui principali testi di diritto internazionale, in particolare la Dichiarazione universale dei diritti umani.
Altri esempi
Una rete euro-africana di organizzazioni per i diritti umani, attivisti e ricercatori. Il suo obiettivo è identificare, pubblicizzare e denunciare le conseguenze delle politiche migratorie europee sulle condizioni di vita e sul rispetto dei diritti delle persone in movimento.
In Africa occidentale, collettivo di giornaliste/i impegnati sui temi delle migrazioni, della discriminazione di genere e del climate change.
Naufragi e riconoscimento delle persone decedute: cooperazione transfrontaliera per le persone morte e scomparse in mare.
È stato fondato nel 2025 per portare avanti il movimento, attivo da decenni nel giornalismo, per una copertura etica dei sopravvissuti alla violenza e per un supporto psicologico basato su dati scientifici per i professionisti dell'informazione.
Consigli e raccomandazioni
Come promuovere pratiche per un'informazione ampia con il protagonismo delle persone razzializzate e con background migratorio.
Le interviste realizzate per la nostra ricerca "Mild" hanno contribuito a individuare diversi ambiti e modalità di intervento che dovrebbero essere prioritari per avviare un cambiamento strutturale nel modo in cui i media tendono a raccontare e rappresentare persone con background migratorio, rifugiate e razzializzate.
Quiz
▶ Quiz - Modulo 5
Risorse
Qui puoi trovare altre risorse e approfondimenti
PDF Lista di link - Modulo 5
Materiali scaricabili
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